Un archeologo dimenticato: Gian Francesco Gamurrini - CALOSCI

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Un archeologo dimenticato: Gian Francesco Gamurrini

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Dalla prefazione di Angelo Tafi:
...In secondo luogo, e principalmente per questo scopo, ho scritto volentieri questa «presentazione» perché il bel libro del Dott. Franco Paturzo fa rivivere la persona eccezionale e 1 'opera straordinaria di Gian Francesco Gamurrini, un grande «archeologo dimenticato» come lo stesso autore intitola l'opera.
E questa non si può riassumere; per farlo bisognerebbe ricopiarla, tanto è ricca di dati e di notizie. Bisogna leggerla, e leggerla attentamente. Mi ha sorpreso, per quanto sono capace di giudicare, la formidabile documentazione tenuta presente dall'autore. E mi sono detto più di una volta: G. F. Gamurrini ha trovato finalmente il suo biografo e l'illustratore dettagliato della sua opera.
E l'impresa era davvero difficile, perché G. F. Gamurrini il più grande cultore di studi storici e archeologici dell'Ottocento aretino, a differenza di Ubaldo Pasqui, interamente dedito allo studio dei documenti medioevali, ha coltivato l'archeologia etrusca (della quale si può considerare un fondatore), romana e paleocristiana, ma ha esplorato anche gli antichi manoscritti delle Biblioteche
aretine specie di quella della Fraternita dei Laici. In ambedue i campi conquistò fama internazionale. Basti pensare all 'alta considerazione da lui goduta presso i grandi studiosi e le Accademie scientifiche della Germania.
Voglio ricordare la scoperta da lui fatta di un manoscritto del sec. XI conservato nella Biblioteca della Fraternita dei Laici, contenente insieme ad alcuni testi sconosciuti di S. Ilario di Poitiers quell '«unicum» che è la «Peregrinatio Egeriae» (della seconda metà del sec. IV) ai luoghi santi della Palestina e dell'Oriente. Una scoperta di valore inestimabile per la storia, per la liturgia, per 1 'archeologia: senza dubbio quella che ha dato al Gamurrini maggior fama, in tutto il modo.
E la Nemesi storica ha fatto sì che la scoperta avvenisse proprio in quella biblioteca della Fraternita notata con compassione dall'illuminato granduca Pietro Leopoldo il quale aveva scritto: «Vi è una libreria della Fraternita d'Arezzo e una lettura d'istituti: alla seconda non va mai nessuno e nella prima non vi sono che de' libri antichi di poco uso e non è mai aperta».
Ma il lettore che vorrà leggere l'affascinante libro di F. Paturzo avrà anche il piacere e la gioia d'incontrarsi con il personaggio G. F. Gamurrini e non solo con la sua opera: intelligentissimo ma refrattario alle scuole e autodidatta, senza lauree e nominato professore universitario dallo stesso Ministro (non accettò!), cristiano ma non clericale e tuttavia a fianco dei Camaldolesi e dei Cappuccini nelle ingiuste spoliazioni decretate dal Governo nazionale, aristocratico e animatore appassionato instancabile e abilissimo giocatore di scacchi, ottimo padre di famiglia e spesso assente per ricognizioni e scavi archeologici, versatile in vari e diversi campi dello scibile eppur profondissimo nei suoi studi prediletti, tenerissimo con gli amici (si pensi all'amicizia con Giulio Salvadori!) e capace di sbattere la porta in faccia a colleghi e pezzi grossi, onestissimo eppure accusato di aver fatto sparire qualche moneta antica dalla collezione numismatica della Fraternita ...
Per tutto un grazie sentito al Dott. Franco Paturzo che ci ha dato modo, finalmente, di conoscere meglio la persona e l'opera di Gian Francesco Gamurrini.


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