Nascita ed eredità di S. Francesco - CALOSCI

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Nascita ed eredità di S. Francesco

Link > S. Francesco e Francescani Cortonesi


Dalla presentazione del libro

Il libro racconta, con alcuni particolari romanzati, la nascita di S. Francesco, della quale quest'anno si celebra l' VIII centenario, la sua scelta di vita, la sua eredità preferita e la scelta del suo erede.
La storia insegna che a causa delle eredità, nascono questioni, divisioni, controversie, che spesso non conoscono tramonto. Questa contesa si ripete non solo riguardo ai beni temporali, ma anche per quelli culturali, dottrinali, spirituali, di prestigio, di autorità. Fra i tanti casi vi è anche quello che riguarda proprio Frate Elia.
Nonostante l'ispirata volontà di Francesco nello scegliere il suo erede, cioè Frate Elia, alcuni hanno tentato, nel corso degli anni e dei secoli, di ridurre la sua eredità, la sua dignità e autorità; altri ancora, assai più sfacciati, sono arrivati a stampare che non ha mai avuto nulla di tutto questo.
Dalle varie Cronache appare chiaro che le eccellenti, geniali prerogative di Frate Elia, diplomatico, organizzatore, architetto, paciere, consigliere (amico ricercato dai Papi, dagli Imperatori, dai Principi), non vengono prese tanto di mira. Il bersaglio preferito, contro il quale viene puntata la penna ostile, spesso cambiata in carabina, è quello di colpirlo nel suo primato di Ministro Generale ed Erede, per mostrarlo come «fratello separato» da S. Francesco. Ma, come è ben noto, Francesco fu sempre, fino alla morte, unito da affetto paterno a Frate Elia e questi fu sempre unito da affetto filiale a Francesco, sia nell'assisterlo, sia nel curargli l'Ordine e nell'organizzarlo d'accordo con Gregorio IX, sia ancora nel celebrarlo con le due prime francescane Basiliche di Assisi e Cortona, che dedicò al suo venerabile nome. Molti sostengono che se fosse mancato Frate Elia, difficilmente l'Ordine Francescano si sarebbe affermato. La seconda elezione nel 1232 a Ministro Generale, dopo la sconcertante rinunzia di frate Giovanni Parenti, a distanza di due soli anni di governo, secondo costoro, è una delle prove più sicure.
Frate Francesco e Frate Elia, dunque, sono i due fratelli inseparabili, sono i due campioni con un solo cuore, scelti dal Signore e guidati dal Papa, per stabilire nella Chiesa, in mezzo al Popolo di Dio, l'Ordine dei Frati Minori. Purtroppo però ci sono anche quelli che hanno visto in Frate Elia l'anti-Francesco e il distruttore dell'Ordine. Di Frate Francesco, per esempio, ne hanno fatto, esagerando nel bene, un angelo in carne disceso dal cielo in terra; di Frate Elia invece esagerando nel male, un demonio in carne salito dall'Inferno sulla terra. Con futili racconti e false profezie li hanno fatti vedere lontani l'uno dall'altro, quanto sono lontani l'Oriente dall'Occidente. La vignetta illustrativa, riportata in questo libro, di un solo cuore con i due protagonisti dentro di esso, vuole significare proprio il contrario e significa pure che il cuore di ambedue viveva per l'Ordine. L'Ordine era il loro cuore, era tutta la loro vita e per esso la donarono fino all'ultimo respiro. Di più certamente non potevano fare.


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