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Dalla mia cella

Link > NARRATIVA- SAGGISTICA

Dalla presentazione nel libro di S.E. Sergio Goretti - Vescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino:
In questo nuovo libro Padre Ugolino si confessa, ora è lui a svelarci qualcosa di sé, ci indica per lo meno l'ottica con cui ha agito, ha scritto e ha guardato il mondo. Trovo in questo scritto una profonda anima francescana. Il Santo di Assisi, infatti, era l'uomo della strada e dell'incontro, sapeva vedere l'impronta di Dio in ogni fratello e in ogni cosa, ma era anche la persona del silenzio, della contemplazione e della preghiera. Dopo lunghi e faticosi viaggi a piedi, usava ritirarsi nei luoghi più nascosti, negli eremi o nelle cosiddette carceri, e lì, a diretto contatto con il suo Dio, procedeva a quel recupero interiore che lo rendeva sempre più nuovo e sempre più affascinante. Non si può dare se dentro si è poveri. È un principio importante che va riscoperto soprattutto in questo nostro tempo, poiché si è di fronte a una cultura basata sull'immagine, spesso leggera e superficiale, e sulla comunicazione, spesso finalizzata a scopi prammatici. Oggi, purtroppo, vedere è più importante che pensare, le apparenze sembrano avere più rilevanza dell'essere.
Un figlio di S. Francesco è tenuto a seguire lo stesso stile di vita del Poverello: la cella è il luogo della sua interiorità, è il suo permanente seminario spirituale. La missione lo porta ad uscire, a farsi carico dei problemi del mondo, a condividere la vita con gli altri, a incontrare soprattutto gli ultimi, senza dimenticare la sua preziosa e insostituibile cella.






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