Cronaca dei lavori edilizi della nuova chiesa di S. Margherita in Cortona - CALOSCI

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Cronaca dei lavori edilizi della nuova chiesa di S. Margherita in Cortona

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In questo volume viene nerrata la particolarissima storia dell'edificazione di questo Santuario; inoltre, nell'ampia introduzione di Edoardo Mori, vengono descritte le precedenti due chiese: l'antichissima di S. Basilio e la prima dedicata a S. Margherita, che prese il posto di quella di S. Basilio. Il volume contiene pure le riproduzioni a colori dei vari progetti eseguiti dell'architetto cortonese Enrico Presenti relativi alla costruzione della Basilica. Riportiamo una sintesi di questa magnifica pubblicazione.
La chiesa di S. Basilio esisteva già nella seconda metà del XII secolo, come attesta l'Appendice del Tomo IV degli Annali Camaldolesi. Subì gravi danneggiamenti in seguito al sacco di Cortona avvenuto nel 1258 ad opera degli aretini. In una cella attigua a questa chiesa visse gli ultimi suoi anni Margherita da Laviano, morendovi il 22 febbraio 1297. La Comunità Cortonese la ritenne subito Santa per cui volle immediatamente edificarle una chiesa per conservarci il suo corpo. La chiesa, su disegno di Giovanni Pisano,
fu costruita addossata al muro perimetrale, lato valle, di quella di S. Basilio, chiesa che poi, nel 1450, fu tramutata in sacrestia.
La devozione della popolazione sia cortonese, sia delle città limitrofe è stata sempre grandissima. Margherita fu canonizzata nel 1728 e l'artistica chiesa del Pisano, che nel XIV secolo era stata affrescata dai senesi Ambrogio Lorenzetti e dal Barna con pitture riproducenti episodi della vita della Santa, risultò troppo piccola per contenere il numeroso afflusso dei fedeli.
Nell'anno 1855, mentre l'epidemia di colera infieriva la Toscana, i cortonesi fecero voto di costruire per Lei una chiesa più grande e più bella, quindi una basilica. Per questa incaricarono il cortonese Enrico Presenti, dimorante in Firenze, considerato uno dei più valenti architetti dell'epoca. Opera sua infatti è la "Leopolda", prima stazione ferroviaria di Firenze. Il Presenti elaborò e presentò l'anno successivo (1856) il progetto, che fu subito approvato e l'8 settembre di quell'anno fu posta la prima pietra per la costruzione. Purtroppo le risorse economiche risultarono di gran lunga inferiori ai costi occorrenti per la realizzazione del magnifico progetto e i lavori si bloccarono, per cui il Presenti fu invitato
nell'anno 1860 a elaborarne un altro più economico. Con il nuovo progetto i lavori ripresero, proseguendo però con varie interruzioni dovute sempre a ragioni economiche. Nel marzo 1865 il Presenti di sua iniziativa elaborò un terzo progetto aper un edificio ancor più economico. I lavori lentamente e con scarso personale si protrassero fino al 18 marzo 1871 per interrompersi, sembrava definitivamente, anche per la sopraggiunta morte del Presenti. Invece la Comunità Cortonese, riuscendo a trovare sussidi, il 10 febbraio 1876 nominò per la direzione dei lavori l'architetto fiorentino Mariano Felcini, il quale però, per accettare l'incarico, volle esaminare scrupolosamente il progetto del Presenti per poi presentarne uno nuovo con sostanziali modifiche. Espose i suoi disegni nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale per l'approvazione e piacquero. Il parere fu un vero plebiscito. A detta di Domenico Mirri, autore di questo volume, il successo fu dovuto più agli effetti pittorici e all'eleganza dei disegni compilati, arte di cui il Falcini era maestro, che dal valore intrinseco del progetto.
I lavori ripresero e furono portati a termine dopo due anni. La basilica venne solennemente consacrata il 15 settembre 1878. Dell'artistica chiesa del Pisano e degli affreschi del Lorenzetti e dal Barna è rimasto a Cortona solamente qualche disegno e qualche brandello; ma ill Santuario con il progetto del Falcini risultò di cattivo gusto specialmente per la facciata, per cui nel 1896, dietro anche il premuroso interessamento dell'architetto Domenico Mirri, venne interpellato 
l'arch. Giuseppe Castelluci della Soprintendenza ai Monumenti di Firenze per apportare sostanziali modifiche sia alla facciata, sia alla difettosa copertura del portico. Con questi ultimi interventi il Santuario assunse l'aspetto definitivo.


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