Consalvo Sanesi Un aretino in formula 1 - CALOSCI

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Consalvo Sanesi Un aretino in formula 1

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Avere sette vite come i gatti è la definizione migliore che l'autore potesse dare a Consalvo Sanesi. Da ragazzo di officina corse poi con i grandi del suo tempo come Fangio, Farina, Ascari ed altri, ma disse di no a Enzo Ferrari per voler restare con l'Alfa Romeo con la quale aveva lavorato fin dal 1929, quando aveva 18 anni.
A cinquant'anni gareggiò con il treno, il famoso Settebello, da Milano a Roma. Partì da piazza Duomo con l'Alfa Giulietta Spider passando nell' A1, che allora arrivava solo fino a Firenze e pur forando e un errore di percorso arrivò a Roma, in via Vittorio Veneto, dopo 5 ore e 59 minuti. Il treno, che non doveva far fermate, giunse alla stazione Termini dopo 38 minuti.
Il libro descrive anche i vari incidenti dai quali ne uscì a volte mal concio, ma senza mai scoraggiarsi. L'ultimo fu il più grave a Sebring nel 1964. Uscendo dai box con il serbatoio appena riempito fu centrato in pieno dal sopraggiungere di un'altra auto; la sua Giulia esplose e prese fuoco. Neppure i soccorritori con gli estintori ebbero il coraggio di avvicinarsi. Fortunatamente il pilota Chauncey Maggiacomo, un autentico eroe, dal box vicino, incurante delle fiamme, mentre Consalvo non riusciva ad uscire dalla vettura perché la portiera lato guida si era bloccata e l'altra incastrata, entrò dal lunotto lo prese per le braccia e lo tirò fuori.
Consalvo gravemente ustionato restò in ospedale per oltre  un anno; ristabilitosi gestì un distributore di benzina a Milano praticando amatorialmente il ciclismo. Morì nel 1998 a Milano all'età di 87 anni.
                              
 
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